Case di cura in Italia: RSA, casa di riposo, valutazione ASL e costi

L’assistenza paese per paese · 4 min di lettura · Ultimo aggiornamento 30 ottobre 2026

In Italia il sistema di assistenza è organizzato a livello regionale, quindi regole, liste d’attesa e rette cambiano da un territorio all’altro. Il sostegno pubblico per l’assistenza residenziale a lungo termine passa dall’azienda sanitaria locale (ASL), mentre molte famiglie, soprattutto quelle che vivono all’estero, scelgono strutture private. Questa guida usa le regole del Piemonte come esempio concreto: verificate quelle della regione che vi interessa.

Casa di riposo e RSA

  • Casa di riposo (anche residenza protetta o casa protetta): assistenza residenziale, di solito per persone autosufficienti o che hanno bisogno di un aiuto limitato. I nomi variano da regione a regione.
  • RSA (residenza sanitaria assistenziale): residenza a orientamento sanitario per persone non autosufficienti, con assistenza infermieristica e medica.
  • Nuclei Alzheimer: alcune RSA hanno reparti dedicati. In Piemonte, ad esempio, i Nuclei Alzheimer Temporanei (NAT) accolgono persone con demenza da moderata a grave e gravi disturbi del comportamento, di solito per 60-180 giorni.

La via pubblica: la valutazione dell’ASL

La Regione Piemonte descrive così il percorso verso un posto in RSA con sostegno pubblico. Altre regioni usano nomi diversi (ad esempio UVM invece di UVG) e tempi diversi.

  1. La persona, o chi agisce per lei, chiede all’Unità di Valutazione Geriatrica (UVG) del distretto sanitario della propria ASL una valutazione multidimensionale. La richiesta può passare dal distretto, dallo sportello unico o dall’ente gestore dei servizi sociali.
  2. La richiesta richiede l’impegnativa del medico di famiglia, una scheda informativa sanitaria e la prova che è stato richiesto l’ISEE (l’indicatore della situazione economica equivalente).
  3. L’UVG ha 90 giorni per valutare i bisogni sanitari e sociali, decidere se la persona è non autosufficiente e predisporre un progetto assistenziale individuale.
  4. L’esito stabilisce una priorità. I casi urgenti possono essere ammessi entro 90 giorni, quelli non urgenti entro un anno, mentre per i casi differibili non è previsto un termine di ingresso.
  5. La persona e la famiglia scelgono poi tra le RSA autorizzate e accreditate dal sistema sanitario.

Come si ripartiscono i costi

Nella tariffa regionale del Piemonte la retta giornaliera è divisa al 50% tra quota sanitaria e quota sociale. L’ASL paga la quota sanitaria. L’ospite paga la quota sociale e il comune può coprirne una parte o tutta se il reddito non è sufficiente. Altre regioni usano quote e regole diverse e le strutture possono far pagare a parte i servizi facoltativi. Le strutture private fissano da sé i prezzi.

Per dare un ordine di grandezza, la stampa economica ad agosto 2026 indicava per le rette RSA un valore tipico di circa 2.200-3.500 euro al mese, più alto per i nuclei Alzheimer e mediamente più basso al Sud. Considerate la cifra solo indicativa e chiedete preventivi scritti. Leggete la nostra guida ai costi delle case di cura.

Indennità di accompagnamento

L’INPS paga un’indennità mensile di accompagnamento alle persone riconosciute invalide totali e non autosufficienti. Non dipende dal reddito. La stampa ha riportato un importo di circa 550 euro al mese per il 2026: verificate l’importo attuale e le regole, compreso ciò che accade in caso di ricovero in una struttura, direttamente presso l’INPS o un patronato.

Se il vostro familiare vive all’estero

I posti con sostegno pubblico si ottengono tramite l’ASL del luogo di residenza della persona. Le nostre fonti non indicano le regole per chi si è appena trasferito, quindi chiedete direttamente all’ASL locale o al comune. Molte famiglie che portano un familiare in Italia iniziano con una struttura privata mentre sistemano residenza e iscrizione sanitaria. La nostra guida al trasferimento di un genitore all’estero tratta gli aspetti legali, comprese le procure: l’Italia ha firmato la Convenzione dell’Aia del 2000 sulla protezione degli adulti ma non l’ha ratificata.

Cosa chiedere a una struttura italiana

  • La struttura è autorizzata e accreditata e ha posti in convenzione con l’ASL?
  • Qual è la retta giornaliera e come si divide tra quota sanitaria e quota alberghiera (accoglienza e parte sociale)?
  • Quali servizi si pagano a parte?
  • Quali lingue parla il personale?
  • C’è un nucleo per la demenza e quali sono le regole di ammissione?

Pronti a cercare? Sfogliate le case di cura in Italia e usate la nostra lista per la visita.

Domande frequenti

Che cos’è l’ISEE?

L’ISEE è l’indicatore italiano della situazione economica di un nucleo familiare. Serve a calcolare le compartecipazioni ai servizi pubblici. La Regione Piemonte richiede la prova che l’ISEE sia stato richiesto quando si presenta domanda per la valutazione per una RSA.

La RSA è gratuita?

No. In un posto con sostegno pubblico la quota sanitaria è pagata dal servizio sanitario, ma l’ospite di norma paga la quota sociale, con l’aiuto del comune se il reddito è basso. In Piemonte la ripartizione è 50% e 50%, mentre altre regioni differiscono.

Uno straniero può chiedere un posto in una RSA pubblica?

I posti pubblici si ottengono tramite l’ASL del luogo in cui la persona vive. Le nostre fonti non spiegano come funziona per chi si è trasferito da poco, quindi chiedete all’ASL locale o al comune quali siano i requisiti.

Fonti e approfondimenti

Questa guida contiene solo informazioni generali, raccolte dalle fonti pubbliche indicate sopra alla data riportata. Non costituisce consulenza legale, medica, fiscale, finanziaria o assistenziale e non possiamo garantire che sia completa, accurata o aggiornata. Norme, soglie e prezzi cambiano e variano da paese a paese e da regione a regione, e alcune fonti descrivono le regole di altri paesi come esempio. Verificate i dettagli con le autorità e le strutture citate e rivolgetevi a un professionista per la vostra situazione prima di agire. Se notate un errore, scrivete a [email protected] e lo correggeremo.